L'importanza di affrontare la Carbon Inequality

Nonostante il forte calo delle emissioni di CO2 nel 2020 legato alla pandemia COVID-19, la crisi climatica ha continuato a crescere, i disastri meteorologici estremi non si sono arrestati durante questi mesi - dal ciclone Amphan in India e Bangladesh agli incendi che infuriano negli Stati Uniti - servendo da potente promemoria che il mondo è pericolosamente vicino al superamento dell'obiettivo di 1,5 ° C dell'accordo di Parigi: è quanto emerge dalla Ricerca pubblicata nelle scorse settimane da Oxfam e dello Stockholm Environment Institute (SEI).

Dal 1990 al 2015, periodo critico in cui le emissioni annuali sono cresciute del 60% e le emissioni cumulative sono raddoppiate, si stima che:

  1. Il 10% più ricco della popolazione a livello mondiale (circa 630 milioni di persone) è responsabile del 52% delle emissioni cumulative
  2. Il 50% più povero della popolazione mondiale (circa 3,1 miliardi di persone) è invece responsabile solo del 7% delle emissioni cumulative, utilizzando solo il 4% del budget di carbonio disponibile
  3. L'1% più ricco (circa 63 milioni di persone) da solo è stato responsabile del 15% delle emissioni cumulative e del 9% del budget di carbonio, il doppio rispetto alla metà più povera
  4. Il 5% più ricco (circa 315 milioni di persone) è stato responsabile di oltre un terzo (37%) della crescita totale delle emissioni

Negli ultimi 20-30 anni, la crisi climatica è stata alimentata e il nostro limitato budget globale di carbonio è stato sperperato per aumentare il consumo di coloro che sono già ricchi, piuttosto che sollevare le persone dalla povertà. I due gruppi che soffrono maggiormente di questa ingiustizia sono di fatto quelli meno responsabili della crisi climatica: le persone più povere ed emarginate che già lottano con gli impatti climatici e le generazioni future.

Un fallimento nell'affrontare l'estrema disuguaglianza di carbonio in questo frangente storico porterà ad una crisi climatica senza precedenti; la pandemia in questi mesi ci ha dimostrato che cambiamenti un tempo impensabili negli stili di vita, specie della fascia di popolazione più ricca, possono essere adottati nell'interesse di tutti: dalle politiche pubbliche, alla tassazione del carbonio di lusso come per i SUV, ai voli frequenti in business class e ai jet privati, all'espansione delle infrastrutture di trasporto pubblico e digitale, che possono ridurre le emissioni, le disuguaglianze e aumentare il benessere pubblico.

Per limitare il riscaldamento globale a 1,5 ° C, le emissioni medie pro capite globali dovrebbero essere di circa 2,1 t / anno entro il 2030. Da dove dobbiamo e possiamo inziare quindi?

I governi devono porre la lotta alla duplice crisi climatica e di disuguaglianza al centro degli sforzi di ripresa dalla pandemia COVID-19. Hanno un'opportunità storica e concreta di iniziare a costruire economie più eque e sostenibili, creando posti di lavoro dignitosi di cui le persone hanno bisogno e rafforzando la resilienza dei più vulnerabili agli shock futuri, salvaguardando il nostro clima per le generazioni future.

Oltre alle misure essenziali per spostare rapidamente l'approvvigionamento energetico verso fonti rinnovabili sostenibili, i governi dovrebbero considerare:

  • Tasse sulla ricchezza - come le tasse sulla vendita su SUV, jet privati o super yacht, o tasse su voli in business class o frequenti
  • Porre fine allo status di esenzione fiscale del carburante
  • Investimenti pubblici, anche per creare garanzie di posti di lavoro dignitosi
  • Creare modelli di business più circolari
  • Stabilire obiettivi nazionali basati sulla scienza e sull'equità per ridurre le emissioni di carbonio
  • Incorporare i principi del dialogo sociale a tutti i livelli per far sì che la transizione verso un'economia neutrale, ed in grado di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 ° C, consenta a tutti i suoi membri di prosperare.

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L'importanza di affrontare la Carbon Inequality