L'impegno per il clima passa dalla disclosure

Le aziende che voglio operare su un mercato globale devono essere in grado di dimostrare concretamente, e pubblicamente, di essere capaci di rispondere alle sempre più stringenti politiche in ambito ambientale e climatico. Sempre più spesso infatti investitori e consumatori richiedono al settore privato maggiori informazioni inerenti al cambiamento climatico, e di come le imprese stiano contribuendo alla decarbonizzazione necessaria per limitare l’innalzamento delle temperature globali al di sotto del 1,5°C come richiesto dal Paris Agreement.

L’attenzione al clima data dal settore privato è da sempre al centro delle analisi CDP, che ogni anno attraverso i propri questionari guida il settore privato a comunicare in maniera efficace le proprie strategie di misurazione delle emissioni e gestione dei rischi e opportunità associati agli effetti cambiamento climatico.

Già nel 2019 sono state oltre 8.000 le aziende a livello globale che hanno rendicontato a CDP, un aumento di circa il 20% rispetto all'anno precedente che rappresenta oltre il 50% della capitalizzazione di mercato a livello globale, il che conferma la crescente centralità della sostenibilità a livello aziendale.

Ma nonostante il trend ancora oggi, troppo spesso, le aziende considerano la rendicontazione e divulgazione di informazioni relative al clima come step finale della loro climate strategy, l'ultima tappa del "viaggio" per una corretta gestione dei propri impatti ambientali. Il sistema di reporting CDP è in realtà molto di più: è in grado di fotografare la situazione attuale del settore privato presentando azioni che le imprese hanno però già intrapreso, CDP non inventa nulla assegna solamente un punteggio che è in grado di mostrare ad investitori e mercato il livello di preparazione dell'azienda nella mitigazione dei cambiamenti climatici.

È importanti infatti sottolineare che specialmente agli investitori una comunicazione annuale non può bastare, le aziende devono adottare pratiche sostenibili ed allinearsi ad un quadro di riferimento più ampio per una climate action globale e senza precedenti, quella necessaria per far sì che la transizione net-zero emissions si concretizzi.

Cosa dobbiamo quindi aspettarsi quest'anno dalla rendicontazione delle informazioni climate-related delle aziende italiane? Mancano di fatto 20 giorni alla deadline prefissata da CDP – 26 agosto - per l'invio delle risposte da parte delle imprese che vogliono entrare a fare parte dei Report CDP 2020 ed ottenere il proprio score/punteggio.

Quest’anno sono state oltre 80 le aziende italiane chiamate a rispondere ai questionari CDP, un dato sicuramente interessante che conferma la crescita e importanza della disclosure nel settore privato emerge guardando la lista di aziende appartenenti al FTSE MIB, al 31 luglio 2020: ben 2/3 di queste società divulgano infatti i propri dati ambientali.

Un altro dato che conferma la crescita dell’attenzione delle imprese nei confronti della lotta al climate change, e soprattutto del ruolo prioritario che possono svolgere nella transizione verso la neutralità climatica ed uno sviluppo sostenibile, è la considerazione data ai rischi relativi al clima: più della metà delle aziende italiane hanno identificato che rischi inerenti al clima potrebbero avere un impatto finanziario o strategico sostanziale sulle proprie attività.

Dalle risposte date delle aziende il rischio maggiormente identificato è stato quello inerente all'aumento della gravità, e intensità, di eventi meteorologici estremi, e non è affatto un caso dato che fenomeni di questo genere non sono mai stati così evidenti ed allarmanti come negli ultimi anni: l’impatto ambientale del climate change è oramai quantificabile ed evidente agli occhi di tutti.

È importante però che le aziende capiscano che non si può parlare di rischi climatici senza prendere in considerazione le relative opportunità, il valore delle opportunità legate al clima è infatti di gran lunga maggiore rispetto all’investimento realizzato.

Un altro dato interessante è sicuramente il ruolo sempre più importante, anche nel sistema di reporting, dei science-based target. Sviluppare e validare “target basati sulla scienza” è oramai una pratica di leadership riconosciuta dal sistema di scoring di CDP, le aziende che sono in grado di adottare target ambiziosi favoriscono la fiducia di investitori, clienti, lavoratori e organizzazioni per l’ambiente.

CDP alla luce della crescente urgenza della crisi climatica, che probabilmente accelererà ancora di più a causa dell’emergenza Covid-19 degli ultimi mesi, la pandemia ha di fatto esercitato ulteriore pressione sulle aziende affinché rivelino i loro rischi legati al clima, avrà in futuro un ruolo sempre più centrale e di guida. I questionari CDP saranno sempre più allineati agli obiettivi net-zero emissions e al livello di decarbonizzazione richiesto per mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 1.5°C, come descritto nel Fifth Assessment Report dell'Intergovernal Panel on Climate Change (IPCC), e nell'Accordo sul Clima di Parigi.

Dal 2017 Carbonsink è società partner in Italia di CDP nel Climate Change Reporting. Come partner accreditato CDP in Italia, Carbonsink aiuta le imprese a migliorare la compilazione del questionario CDP, valutando il rischio climatico dell’impresa sia a livello strategico che operativo.

L'obiettivo è facilitare l’utilizzo del sistema di reporting CDP indipendentemente dal livello di preparazione dell’Azienda e sostenere l'organizzazione durante il lavoro di raccolta dati e compilazione del questionario, al contempo agevolando tutte quelle attività utili a migliorare la propria strategia sul clima oltre che il proprio score CDP.

Carbonsink ha deciso per questo di adottare approcci e strategie diverse a seconda del livello di preparazione dell'impresa, sostenendo e supportando anche tutte quelle aziende che non hanno mai fatto disclosure, aiutandole nella definizione di una strategia sul clima ad hoc che permetta di comunicare l’impegno concreto nei confronti del cambiamento climatico ed ottenere una posizione di leadership nella rendicontazione non finanziaria e negli indici di sostenibilità.

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Maggiori informazioni sulla situazione italiana a disposizione nei CDP Report 

 

 

 

 

 

Camilla Pollini, Communication Officer Carbonsink

 

 

 

 

 

 

 

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