Articolo 6 Accordo di Parigi: le aspettative per la COP25

L'accordo di Parigi prevede che i mercati del carbonio siano uno strumento fondamentale per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, evidenziandolo come uno dei mezzi essenziali per raggiungere l’obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura al di sotto di 1,5 ° C e e per raggiungere la Carbon Neutrality entro il 2050.

A tal fine le parti hanno incluso l'Articolo 6 nell'accordo e lo hanno definito come un elemento in grado di aprire importanti spazi di cooperazione e che, attraverso il trasferimento dei risultati della mitigazione (che potrebbe assumere la forma di riduzioni delle emissioni, quote di emissione, compensazioni o altri tipi di certificati), consentirà ai paesi di ridurre le emissioni in modo più conveniente e di bilanciare l'onere globale di raggiungere tali livelli di mitigazione entro la metà del secolo.

Costi inferiori, ambizioni maggiori

L'articolo 6 ha il potenziale per ridurre i costi complessivi di attuazione dei contributi determinati a livello nazionale (NDC). Secondo la Banca mondiale, i mercati del carbonio potrebbero ridurre questo costo di $ 115 miliardi nel 2030 e di $ 1,9 trilioni nel 2050, aumentando al contempo la mobilitazione delle risorse.

Uno studio a cura di IETA, pur stimando riduzioni dei costi inferiori ($ 350 miliardi entro il 2050 e $ 990 miliardi entro il 2100), sottolinea che questi possono essere realizzati ed attuati solo se le parti saranno in grado di applicare approcci cooperativi ai sensi dell'Articolo 6.

Il Cile e l'Articolo 6

Il pieno funzionamento dell'Articolo 6 potrebbe di fatto accelerare la decarbonizzazione della matrice energetica del Cile e raggiungere la Carbon Neutrality entro il 2050.

Le misure che avranno il maggiore impatto sulla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra includono la graduale eliminazione delle centrali elettriche a carbone (recentemente è stato adottato un impegno concreto tra il governo e le principali utility energetiche); un aumento della produzione di energia rinnovabile, dell'efficienza energetica e dei veicoli elettrici; e l'elettrificazione di settori ad alta intensità energetica come l'industria mineraria e il cemento.

Se le misure per mantenere - o addirittura aumentare - la capacità di assorbimento da parte delle foreste si aggiungano a questa strategia, il paese diventerebbe probabilmente carbon neutral entro il 2050 o anche prima, diventando un leader mondiale nell'affrontare il cambiamento climatico secondo livelli scientifici.

Questo scenario non è visibile senza Carbon Pricing: mezzo ritenuto indispensabile per accelerare questa transizione; in particolare nel settore energetico, il paese richiederà strumenti di tariffazione del carbonio che portino a risultati di mitigazione. Pertanto, gli ITMO, le compensazioni, le quote di emissioni o altre forme di mitigazione previsti dall'Articolo 6 sono necessari per facilitare una transizione economica in Cile.

L'Articolo 6 potrebbe diventare un pilastro essenziale per la decarbonizzazione nazionale, poiché il flusso finanziario derivante dal trasferimento di certificati con altre parti faciliterà gli investimenti in quelle tecnologie ad alto potenziale di mitigazione, che oggi sono più costose da implementare all'interno del paese, come lo stoccaggio dell’energia, cattura e utilizzo o stoccaggio del carbonio, energia geotermica e elettrificazione dei processi di trasporto e industriali. Allo stesso modo, potrebbe anche accelerare l'aumento delle energie rinnovabili, come l'energia solare e eolica, nonché la chiusura definitiva delle centrali a carbone.

Articolo 6 nel limbo

Tuttavia le regole dell'Articolo 6 non sono state adottate ai colloqui delle Nazioni Unite dell'anno scorso in Polonia (COP24), poiché le parti avevano bisogno di più tempo per comprendere le implicazioni tecniche e politiche. I negoziati si sono imbattuti in diverse questioni chiave di questo articolo, in particolare una che è trasversale al successo dell'attuazione dell'accordo di Parigi in generale e che è strettamente legata al sistema di trasparenza sostenuto da questo accordo: evitare il doppio conteggio quando gli esiti della mitigazione o le riduzioni delle emissioni sono trasferiti tra le parti verso o oltre il raggiungimento degli NDC.

Le aspettative per la COP25

Le parti devono assolutamente adottare le norme dell'Articolo 6 alla COP25 di dicembre in Cile. Il completamento di questo ultimo pezzo dell’Accordo sul Clima di Parigi garantirebbe che l'accordo sia in piena attuazione dal 1° gennaio 2020.

Si ha le necessità di consentire all'Articolo 6 di essere immediatamente utilizzato dai paesi, lasciando alcuni problemi tecnici in sospeso per un successivo programma di lavoro. Il rischio di non approvare le norme a Santiago è un ritardo di due o quattro anni nella piena operatività dello strumento, ritardando l'avvio di nuovi sforzi ai sensi dell'articolo 6.

FONTE IETA INSIGHTS

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