Lo sfruttamento dell'energia solare per un accesso diretto e sicuro all'acqua potabile

Il progetto che prevede la realizzazione di pozzi per l’approvvigionamento di acqua potabile nell’area di Bale nella regione di Oromia, in Etiopia, è stato sviluppato da COOPI, una ONG italiana che opera in contesti caratterizzati da povertà estrema e fragilità socio-politiche o ambientali attraverso un approccio che lega l’intervento in situazioni di emergenza con la riabilitazione e lo sviluppo delle comunità, in collaborazione con Carbonsink.

La costruzione del primo sistema di potabilizzazione dell’acqua è iniziato nel giugno 2018 e dal settembre 2018 l’acqua che le famiglie bevono è potabile, in diverse località della regione le famiglie utilizzavano ancora acque di superficie per i loro consumi, molte volte contaminata.

Solo una piccola percentuale della popolazione aveva accesso all’acqua potabile, molti dei problemi di salute locali sono infatti legati al consumo di acqua inquinata, come diarrea ed infezioni intestinali. Per evitare questi problemi, le popolazioni locali tipicamente portano ad ebollizione, attraverso la combustone di legname, acqua non potabile. Questo processo comporta anche un rilascio di CO2 nell’aria a causa della combustione della legna.

Il progetto mira a portare acqua potabile laddove prima non c’era, con un conseguente vantaggio sulla salute, l’igiene e l’intera economia del villaggio. Le ricadute del progetto, oltre ad essere economiche e sociali, sono anche ambientali, grazie alle emissioni evitate dalla combustione del legname usato per l’ebollizione.


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Lo sfruttamento dell'energia solare per un accesso diretto e sicuro all'acqua potabile